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Un sistema a banda larga

Si dà conto in questo capitolo della situazione che, in base alle più recenti normative, esiste in banda 2,4 GHz, per poi passare all'analisi delle effettive possibilità di comunicazione su tale banda. Molte delle informazioni qui riportate sono state presentate durante il convegno I sistemi a banda larga per i radioamatori svoltosi a Roma il 25 ottobre 2003, presenti radioamatori da ogni parte d'Italia e, via streaming audio-video, del mondo.

I radioamatori, per loro stessa natura e per le varie definizioni dei disposti di legge di tutti i Paesi del mondo, sono degli sperimentatori e tendono alla conoscenza dei vari sistemi che, a vario titolo, permettono loro di comunicare: per sperimentare occorre dunque mantenersi aggiornati sulle nuove normative, sulle più recenti tecologie, sui più recenti studi della propagazione, sui più aggiornati sistemi che l'industria e la ricerca ha prodotto per loro stessi o per altri tipi di utilizzatori delle varie porzioni delle onde elettromagnetiche, e su tanto altro ancora.

Un nuovo motivo di interesse è maturato nelle coscienze dei radioamatori rispetto alla porzione di banda dei 2400 MHz, sia per il fatto che é porzione dello spettro delle onde elettromagnetiche da sempre assegnato al servizio di radioamatore in Italia e nel resto del mondo, sia per il fatto che il nuovo Codice delle Comunicazioni Elettroniche ha impresso una ulteriore spinta all'approfondimento ed alla conoscenza (grazie ai suoi disposti) di qualsiasi tematica inerente la pura sperimentazione, proprio oggi che, dopo un cinquantennio di attesa, finalmente i Radioamatori italiani possono contare sul riconoscimento espresso dalle stesse Istituzioni, poiché sono reale forza tecnica e fucina di grande esperienza nel mondo delle radiocomunicazioni. Un esempio tra i tanti (vale ricordarlo) é proprio il Progetto Radio Gateway e la stazione di Radioamatore IK1XHT.

Si é detto del nuovo Codice delle Comunicazioni Elettroniche; si tratta del Decreto Legislativo 1° agosto 2003, Nr.259, che può essere visionato nella sua forma ufficiale direttamente sul sito del Ministero delle Comunicazioni - Codice delle comunicazioni elettroniche. Rammentiamo qualche articolo, di interesse primario per comprendere meglio di cosa si tratterà più oltre.

Art. 12, comma 4, allegato 26: É consentita l'interconnessione delle stazioni di Radioamatore cone le reti pubbliche di comunicazione elettronica per motivi esclusivi di emergenza o di conseguimento delle finalità proprie dell'attività di Radioamatore. Questa nota era stata da tempo richiesta al Ministero delle Comunicazioni ed appare quindi in questo novello Decreto Legislativo in virtù di una serie di esperimenti effettuati negli anni passati (anche dalla stazione IK1XHT - Università di Torino).

Il Piano nazionale di ripartizione delle radio frequenze (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n.169 del 20 luglio 2002 - supplemento ordinario n. 146), il cui testo integrale è presente sul sito del Ministero delle Comunicazioni - Decreto 8 luglio 2002 elenca:
  • 2300-2440 MHz: Servizio di Radioamatore a statuto secondario
  • 2440-2450 MHz: Servizio di Radioamatore e Radioamatore via satellite, a statuto secondario
Dall'esame delle frequenze a noi assegnate si evince la possibilità di utilizzare i seguenti canali:
2.412 - 2.417 - 2.422 - 2.427 - 2.432 - 2437 - 2.442 - 2.447 MHz

Sono gli stessi canali adoperati da tutta una serie di apparecchiature utilizzabili per creare reti Wireless via radio (le cosiddette Wi-Fi), piccoli gioiellini di tecnologia che sono stati realizzati da diversi costruttori e che servono per connettere due computer tra di loro via radio, oppure creare degli access-point alla rete Internet via radio e così via; vedremo che sono perfettamente compatibili al traffico radioamatoriale, permettono lo scambio di dati a velocità elevate (fino a 22 Mbps, come recitano le specifiche del modello DWL-900AP+ della D-Link, tanto per fare un esempio) con banda talmente larga da poter essere utilizzati per le più diverse attività e sperimentazioni. L'autocostruzione di moduli ad hoc da parte dei Radioamatori è in essere da diversi anni, ma è stata appannaggio di pochi esperti, radioamatori con diversi anni di esperienza alle spalle nel campo della costruzione di apparati a microonde. Oggi ci si affaccia la possibilità di dedicarsi non solo o non più alla sperimentazione di autocostruzione, ma di esperire nuove modalità di connessione, nuove metodologie di approccio all'attività radioamatoriale, nuovi sistemi di interconnessione avendo già (o quasi) il know-how a disposizione.

Siamo cioè alle soglie di una nuova frontiera.... così come esistono tutt'oggi (e fortunatamente) appassionati di autocostruzione di apparati a valvole, che dedicano la maggior parte del loro tempo alla sperimentazione dell'autocostruzione e lasciano ad altri modo e tempo di utilizzare le loro realizzazioni, così oggi è possibile dedicarsi alla sperimentazione di nuove metodologie di trasmissione, di nuovi sistemi di comunicazione, di nuone modalità di interconnessione sfruttando ed utilizzando la tecnologia Wi-Fi.

Nulla vieta ovviamente di apportare tutte le modifiche del caso alle varie apparecchiature suddette (che a tutti gli effetti sono ricetrasmettitori) o dotarle di antenne più idonee e/o opprtune; anzi, è esattamente il nostro specifico, ricordando ancora un paio di articoli di legge circa le potenze di emissione:

Art. 15, Allegato 26 del Codice celle Comunicazioni Elettroniche: Fatte salve eventuali limitazioni delle potenze riportate dal Piano di ripartizione delle frequenze, le stazioni di radioamatore possono operare con le seguenti potenze massime:
a) classe A, fisso o mobile/portatile - 500 Watt b) classe B, fisso o mobile/portatile - 50 Watt


Analogo discorso, per le stazioni automatiche non presidiate, l'Art10 Comma 9, Allegato 26 cita: La potenza massima equivalente irradiata (ERP) non deve essere superiore a 10 Watt.

A tale proposito si vedano i seguenti: